utente: icaroflyon

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icaroflyon PROFILO SPRITUALE. "Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto piú spesso e piú a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimitati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io indivisibile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l’intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) io mi riconosco in una connessione non, come là, semplicemente accidentale, ma universale e necessaria. Il primo spettacolo di una quantità innumerevole di mondi annulla affatto la mia importanza di creatura animale che deve restituire al pianeta (un semplice punto nell’Universo) la materia della quale si formò, dopo essere stata provvista per breve tempo (e non si sa come) della forza vitale. Il secondo, invece, eleva infinitamente il mio valore, come [valore] di una intelligenza, mediante la mia personalità in cui la legge morale mi manifesta una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, almeno per quanto si può riferire dalla determinazione conforme ai fini della mia esistenza mediante questa legge: la quale determinazione non è ristretta alle condizioni e ai limiti di questa vita, ma si estende all’infinito".
Immanuel Kant [Critica della ragion pratica, Conclusione, Laterza, Bari, 1974] Sempre più mi convinco di essere parte della Teologia della Liberazione presente - per certi aspetti - anche in Dietrich Bonhoeffer, il mio teologo di riferimento. Nella teologia della liberazione è forte l'idea della Chiesa mondana e del suo "essere cristiani con due piedi per terra in Terra per esserne con due in Paradiso", della volontà di rendere viva l'Imitazione di Cristo [testo stupendo] nella consofferenza, nel donare senza chiedere, del dare l'anima per il prossimo senza pensare che questi possa o voglia contraccambiare. Questa è per me la Chiesa. Una Chiesa che non si abbisogna di dogmi e di riti, che io rispetto e celebro, ma che va tra gli ultimi, i poveri e si impegna per riscattarli. Mi domando da sempre cosa servono i movimenti religiosi protesi alla sola preghiera - discorso diverso va fatto per chi sceglie la clausura e gli ordini, in generale - che non hanno una azione pratica della Fede, che non hanno una piena imitazione di Cristo, ma che si limitano alla contemplazione - a volte protopagana - di questa o quella figura beata, santa o in corso di beatificazione (sono fermamente convinto della totale inutilità dei beati e dei santi che sono solo dei rivoli di paganesimo). Cosa serve essere cristiani se poi non lo si è nella pratica quotidiana? Sarà forse per questo che amo molto Dietrich Bonhoeffer ed a volte i miei atteggiamenti sono visti con un certo sospetto (soprattutto nel mondo politico di cui faccio parzialmente parte, ma si stanno abituando): io credo fermamente nel donare amore ed anima come forma della liberazione della schiavitù materiale. poi se tornerà, sarà una gioia ancor più grande di averla donata.





PROFILO ANAGRAFICO. Nato il 22 ottobre del 1980 a Milano. Per la precisione nell'hinterland dove vive e cresce. Egli è felicemente fidanzato con Anna, sua Luce e vita ed ha cui dedica tutti versi. Ha chiaramente in testa ciò che vuole fare nella vita. Probabilmente leggendo il blog, non lo si capisce.



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Mi interesso ampliamente di politica, di studi internazionali, di poesia e di teatro. Nonché di te che decidi di interagire. Cerca nella realtà il senso nascosto, che rifugge, da noi, di posto in posto, dove il tempo mostra sé più fosco: nei segreti di Stato militari, nelle pagine di giornali amari. Vedi, la realtà evade da te stesso, fermala e coglila in ogni suo nesso, ovunque stia, anche nel loco più losco: non fermarti nella ricerca immersa del fiocco capovolto, o ogni battaglia è persa.





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