utente: uic

contatti

profilo


uic Nasco ciclotimica e spiazzante e strana il primo aprile
millenovecentosettantanove da un padre di psichiatria democratica che si fa le canne e una madre che rinnega la borghesia con tacchi altissimi e permanente.
Cresco ciclotimica e spiazzante e strana e con una valigia pronta ai piedi del letto punto.



in genere mi piace
Prima di tutto c'è il mare - quello che nasconde tesori e regala tempeste - poi adoro magnolie, fresie e ranuncoli, ma non a maggio, i campi di girasoli a luglio, le gambe accavallate, tutte le cose nere, le unghie lunghe e smaltate rosse, sorridere, i suoni acuti del violino - specialmente in piena notte - i volti malinconici, i tacchi altissimi, la metropolitana linea rossa di Milano, correre sotto la pioggia per la faccenda dei Doors, litigare e considerare le liti per quello che sono: una zona franca, la nebbia, il caffè a letto - chiaramente nero -, adoro urlare, a pieni polmoni, con la voce che ti si strozza in gola, adoro il sole battente d'estate e la pioggia torrente, gli uragani, quasi. Amo la mia città, infinitamente. Il lago la domenica mattina col sole e tutta la gente che sgambetta per piazza San Fedele col giornale sotto braccio. Amo la mia città sempre, ma la amo ancora di più il mercoledì. Mi piace spalmarmi la crema alla vaniglia la mattina dopo la doccia, il rumore della grandine dalla mansarda o dalla macchina (e siccome ho paura dei fulmini sono tranquilla solo nella mia gabbia di Faraday), mi piace chiudere gli occhi quando il sole mi batte addosso e mi riscalda, adoro mangiare le pesche poco mature e con la buccia. Amo trovare sempre il tempo e la gioia di coccolare Emily Brontë. Odio la mattina asciugarmi la faccia con la salvietta umida, odio fumare fuori dai locali, odio i silenzi tutti, sempre, anche quando sono la scelta migliore, ma i silenzi costruiti, quelli mi fanno urlare di rabbia. Quelli diventano una distanza che non mi prendo la briga di colmare. Mai. Ecco, vedi? Quasi dimenticavo di dire che le bugie non si dicono mai: nemmeno se un assassino ti chiede se sai dov'è nascosto un innocente. Le bugie, con me, sono senza ritorno. Odio chi si tradisce, odio la nostalgia - che non riscalda affatto -. Odio le parole gutturali e chi non dà senso ai gesti. Amo dormire con le tapparelle alzate e svegliarmi con la luce, odio la domenica, tutte le domeniche che Dio manda in terra e amo il Natale, meglio ancora la Vigilia col suo sapore di onesto e pulito. Beninteso che se un anno Natale è domenica odio anche quel Natale. Odio non saper usare le frasi di circostanza: scuse, complimenti, congratulazioni e condoglianze. Odio non sapermene andare dalle storie finite, odio dovermi forzare per essere razionale. Odio quando mi si accusa di essere emotiva come fosse una colpa. Sono una creatura emotiva e ho anche la sindrome mestruale per 365 giorni all'anno. E allora? Odio che si veda sempre di me quel che sento e penso e sorrido di chi non vede la trasparenza perché è scomoda, la trasparenza. Odio aver incontrato solo uomini nella mia vita e mai eroi. Manco uno, manco per sbaglio. Odio quando l'aggressività sale e sale e non riesco più ad amare, odio chi mi tocca i capelli goffamente, la poca attenzione, odio non trovarmi mai sulla corsia giusta per andare più veloce a Milano, la gente che ti piomba addosso e non ti chiede scusa, le campagne della Sicilia in piena notte, odio quelli che non sorridono, chi non mi ascolta quando parlo, chi mi interrompe, chi si lascia vivere. Odio il rumore delle campane, le donne eteree e le persone noiose. Sono veloce e non ho pazienza. Quando penso o mi annoio o aspetto disegno frecce. Quando non sono felice rompo i coglioni. Sono competitiva e in ultima analisi ho un carattere indecente.





il mio geotag